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Smart working, la rivoluzione portata dal covid

Milioni di italiani sono a casa a scoprire le meraviglie dello "smart-working". Ma poi, quando questo incubo epidemia sarà finito, che succederà? La risposta è che il telelavoro è qui per restare, in varie forme, modalità, misure, ma via via più radicate. Perché il telelavoro funziona: rende più produttivi, ma anche più sereni e soddisfatti.


A confermarlo uno studio effettuato da un importante centro tedesco, l'Ifo, condotta in Italia, in una azienda, probabilmente di distribuzione dell'elettricità, del Nord, con oltre 4 mila dipendenti. La ricerca, realizzata prima dell'epidemia, è stata effettuata seguendo una buona fetta di lavoratori per quasi un anno. E l'esperimento prevedeva, in realtà, un solo giorno di smart-working alla settimana. I risultati, tuttavia, sono ugualmente indicativi di una serie di vantaggi - sia per l'azienda, che per il lavoratore - derivati dal telelavoro.


Anzitutto il telelavoratore è più produttivo, sia che proviate a misurare la produttività in termini quantitativi (quantità di pratiche sbrigate, ad esempio) sia che lo facciate secondo parametri specifici (il rispetto delle deadline, per dire). Mentre i lavoratori legati agli orari normali accrescono la loro produttività, mediamente, rispetto al mese precedente, del 10-30 per cento, i telelavoratori l'aumentano più rapidamente, fra il 25 e il 45 per cento. E questa crescita, secondo le due ricercatrici, accelera man mano che passano i mesi, come se, via via, i telelavoratori si impratichissero della nuova esperienza.


Un altro segnale quantitativamente importante viene dalle assenze per malattia. I telelavoratori, nell'anno coperto dalla ricerca, hanno chiesto in media 5 giorni e mezzo di permesso in meno, rispetto ai loro colleghi in ufficio. Come mai? Perché, lavorando da casa è più facile organizzarsi e trovare, senza sacrificare il lavoro, il tempo per una visita medica, il colloquio con il professore del figlio, il compleanno della suocera. Più in generale, gli smart-workers sembrano in grado di organizzarsi meglio, si dichiarano più attivi, più concentrati. Decisivo, sotto questo profilo, il tempo e la fatica risparmiati evitando la folla nei pubblici e gli imbottigliamenti del traffico per andare e tornare dall'ufficio. E contribuisce anche il fatto di avere più tempo e più flessibilità per sbrigare le mille faccende in casa. Stando sempre allo studio, pare proprio che coniugare impegni di casa e lavoro, invece di distrarre, aiuta a concentrarsi. Come è prevedibile, a dichiarare i maggiori vantaggi sono le lavoratrici, meno costrette a dividersi fra casa e ufficio, fra figli e principale.


Ma - sorpresa - il telelavoro sembra modificare, secondo la ricerca, anche gli atteggiamenti maschili. Stando in casa, e messo in condizione di autogestire l'orario di lavoro, anche papà si dichiara pronto a cucinare, caricare la lavatrice e andare a prendere i figli a scuola.



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